VINAY E DARBELNET Equivalenza naturale (traduzione diretta):
basata sul paradigma dell’equivalenza (le cose dette in una lingua hanno lo stesso valore¹ quando tradotte in un’altra; es. x¹ ↔ y¹)
Equivalenza direzionale (traduzione obliqua):
basata su decisioni attive del traduttore (x¹ → y¹ → x²); risolve l’apparente impossibilità di traduzione, postulata dalle teorie strutturaliste
¹ a livello di forma, funzione, etc. (es. colore della morte = nero in Occidente, bianco in Oriente) JAKOBSON
"Le lingue differiscono per ciò che devono esprimere, non per ciò che possono esprimere”
Esistono 3 modi per interpretare un segno verbale:
- Traduzione intralinguistica (o riformulazione): interpretazione di segni verbali per mezzo di altri segni della stessa lingua
- Traduzione interlinguistica (o traduzione): interpretazione di segni verbali per mezzo di un'altra lingua
- Traduzione intersemiotica (o trasmutazione): interpretazione di segni verbali per mezzo di sistemi di segni non verbali
NIDA Equivalenza (o traduzione) formale: il
messaggio in LA deve corrispondere il più fedelmente possibile alle strutture
grammaticali e ai dettagli lessicali del TP;
orientata verso il linguaggio e la cultura del TP (metodologia prescrittiva – “source-oriented”;
la è traduzione privata di ogni autonomia effettiva ed è un’opera ancillare del TP)
Equivalenza (o traduzione) dinamica: basata sul principio dell'effetto equivalente (reazione del lettore al messaggio in LA deve essere uguale a quella del lettore al messaggio in LP) e sul concetto di naturalezza (l’obiettivo è
riprodurre l’equivalente naturale più vicino alla LP, prima nel significato, poi nello stile);
orientata verso il linguaggio e la cultura del TA
NEWMARK Traduzione semantica (letterale, fedele):
riproduce l’esatto significato contestuale del TP con la precisione concessa dalle strutture semantiche e sintattiche di LA; tende all’ipertraduzione; orientata alla LP
Traduzione comunicativa (libera, idiomatica):
riproduce sui lettori in LA l’effetto più vicino possibile a quello ottenuto sui lettori in LP;
tende all’ipotraduzione; orientata alla LA
TEORIA DEL SENSO (SELESKOVITCH) x¹ ↔ a¹* ↔ y¹
*tertium comparationis: parte di realtà/pensiero universale che sta al di fuori di tutte le lingue e a cui due lingue si possono riferire
DESCRIPTIVE TRANSLATION STUDIES – CULTURAL STUDIES (HOLMES, TOURY, LEFEVERE)
TEORIA POLISISTEMICA¹ (EVEN-ZOHAR)
VENUTI Traduzione straniante: traduttore visibile;
introduce in TA caratteristiche linguistiche e Traduzione addomesticante: traduttore invisibile; annulla caratteristiche linguistiche e
Centro (testi canonici): valori accettati in LA/CA
Letteratura tradotta: se al centro², partecipa attivamente alla
modellizzazione della LA, introducendo nuovi elementi (innovazione - →LP - PS instabile); se in periferia, non influenza i processi principali ed è modellata secondo norme già stabilite convenzionalmente dalla LA (conservazione - →LA - PS stabile) Periferia (testi non canonici): valori emergenti in LA/CA
Parte pura Parte applicata
Area descrittiva (“target-oriented”): descrive come si manifestano i fenomeni della traduzione e delle traduzioni nel mondo della nostra esperienza
Area teorica (teoria della traduzione): determina i principi esplicativi
Product-oriented: si concentra sulla descrizione delle singole traduzioni e sulla descrizione comparativa di diverse traduzioni dello stesso TP
Function-oriented: prende in esame il contesto anziché i testi tradotti, concentrandosi sull'influenza, la funzione e il valore della traduzione nel contesto di destinazione
Process-oriented: si concentra sullo studio di ciò che accade nella mente del traduttore, comprendendo anche lo studio dei processi decisionali più consapevoli
Traduzione: ogni enunciazione in LA che viene presentata o considerata tale in CA, per qualsiasi motivo (“riscrittura”); non è neutra o
indipendente, ma condizionata da norme di LA/CA, che determinano restrizioni e vincoli; abbandono dell’idea di equivalenza linguistica
Traduzioni: fatto empirico della CA, per cui la ricerca sulla traduzione deve iniziare da TA
¹letteratura: polisistema, cioè un insieme di sistemi letterari in continua trasformazione
²quando LA è giovane e in fase di assestamento, è periferica/debole;
presenta momenti di crisi o vuoti letterari
culturali di TP per marcare le differenze tra
LP/CP e LA/CA culturali di TP per agevolare il lettore in LA
TENDENZE DEFORMANTI DELLA TRADUZIONE (BERMAN)
- Razionalizzazione: riguarda la struttura sintattica di TP, intervenendo sulla punteggiatura e sulla costruzione delle frasi, e focalizzandosi sull’ordine del discorso; gli eccessi formali e la concretezza vengono eliminati (il TP da concreto diventa astratto; es. linearità delle frasi, verbi → sostantivi); tipica delle traduzioni etnocentriche
- Chiarificazione: riguarda la chiarezza delle parole e del loro significato, esplicitando ciò che è o che deve restare nascosto in TP; es. indefinito → definito, polisemia → monosemia - Allungamento: aumenta la massa del testo, ma non la sostanza (ipertraduzione); rende il
TP più chiaro, ma ne appiattisce il ritmo
- Nobilitazione/Volgarizzazione: riguarda lo stile di TP, rendendo TA più elegante o più volgare
- Impoverimento qualitativo: termini, espressioni ed immagini perdono sonorità e ricchezza iconica
- Impoverimento quantitativo: termini, espressioni ed immagini perdono ricchezza lessicale (meno significanti); coperto dall’allungamento del testo (aggiunta di articoli, pronomi, spiegazioni e decorazioni non presenti in TP)
- Omogeneizzazione: tende a unificare il tessuto di TP su tutti i piani
- Distruzione del ritmo: riguarda perlopiù la poesia; perdita di musicalità, dovuta ad un intervento sulla punteggiatura
- Distruzione delle reti di significato sottostanti: elimina il processo significativo del testo, cancellando le catene di significanti che costituiscono le reti di significato sotto la superficie del TP
- Distruzione dei sistematismi testuali: interviene sui tipi di frasi e sulla loro costruzione a favore di un testo più omogeneo, ma anche più incoerente e inconsistente
- Distruzione/esotizzazione delle reti vernacolari: riguarda perlopiù la prosa, caratterizzata da un linguaggio più naturale e iconico (concreto) che viene appiattito; legata alla
volgarizzazione; mantiene il linguaggio vernacolare attraverso un procedimento tipografico (parole inesistenti in TP scritte in corsivo) o l’enfatizzazione secondo stereotipi
- Distruzione di espressioni e idiotismi: tipica delle traduzioni etnocentriche; sostituisce un proverbio in LP con un altro “equivalente” in LA, anche se non lo traduce completamente - Cancellazione della sovrapposizione delle lingue: riguarda perlopiù la prosa; appiattisce il
TP, eliminando la relazione tra dialetto e lingua comune (koinè)