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Sitografia ragionata di lingua e letteratura latina
I parte: Repertori di testi e studi
L’obiettivo di questa rassegna1è delineare un percorso ragionato attraverso le risorse
che Internet offre per lo studio della lingua e della letteratura latina e che negli ultimi anni si sono moltiplicate ed affinate sino a destare anche l’interesse di un’utenza specialistica2.
È bene precisare che non si ambisce ad una mera reduplicazione cartacea dei tanti gateways,
ossia dei siti che si propongono di elencare tutti gli spazi telematici riservati all’antichità classica e di fornire così i necessari supporti di orientamento in un universo a dir poco la-birintico. Se, infatti, è vero che persino la decennale ed articolata opera di catalogazione svolta dalla Rassegna degli strumenti informatici per lo studio dell’antichità classica
(http://www.rassegna.unibo.it)3ha finito per palesare alcune difficoltà dinnanzi alla
debor-1Una seconda parte di questa indagine, dedicata ai siti di impianto monografico o bibliografico nonché a
quel-li di didattica del latino, apparirà nel prossimo numero del Bollettino.
2Si vedano in particolare: F. CITTI-T. DELVECCHIO-A. TABARRONI,Strumenti informatici in antichistica,
«Lexis» 14, 1996, 231-69; D. KAUFMANN-P. TIEDEMANN,Internet für Althistoriker und Altphilologen: eine praxi-sorientierte Einführung, Darmstadt 1999; A. A. GUARDO,Recursos en Internet para latinistas, «Minerva» 14, 2000, 265-85;La Rete di Arachne-Arachnes Netz.Beiträge zu Antike, EDV und Internet im Rahmen des Projekts Telemachos.Contributi su nuove tecnologie, Didattica e Antichità Classica nell’ambito del progetto Telemaco, edd. A. CRISTOFORI-C. SALVATERRA-U. SCHMITZER, Stuttgart 2000; L. LESI, Internetnello studio della letteratu-ra latina: il caso di Virgilio, «Humanitas» n. s. 55.1, 2000, 145-51; P. P. FUENTESGONZÁLEZ,Internet para filó-logos clásicos: rudimentos informáticos, útiles y direcciones de interés, «FlorIlib» 12, 2001, 149-62; M. LANA,
Cultura classica e nuove tecnologie: tradizione e innovazione nello studio dei testi per mezzo del computer, in Monumentum aere perennius. Giornata di studio sul valore e l’attualità della cultura classica, Como – 17 otto-bre 2002, Como 2002, 63-77; G. ALVONI,Scienze dell’antichità per via informatica. Banche dati, Internet e ri-sorse elettroniche nello studio dell’antichità classica, Bologna 2002; R. M. DANESE-A. BACIANINI-A. TORINO,
Tra ‘volumen’ e byte. Per una didattica sostenibile della cultura latina, Rimini 2003.
3Di ottimo livello anche il sito di T. Bechthold-Hengelhaupt (http://www.hengelhaupt.de/latein/latlink.htm), il Katalog der Internetressourcen für die Klassische Philologiedi Kirke (http://www.kirke.hu-berlin.de/ressourc/res-sourc.html) e le sezioni E-Ressdella Bibliotheca Classica Selecta(http://bcs.fltr.ucl.ac.be/ResElec.html; cfr. infra, 17) eClassics Resourcesdi Pomoerium(http://www.pomoerium.eu/links.htm). Meno esaurienti, ma pur sempre utili: Latin Authors on the Web (http://users.telenet.be/herman.lauvrys/authorsl.htm), Recursos del Mundo Clasico en In-ternet(http://www.anmal.uma.es/anmal/recursos0.htm), Propylaeum(http://www.propylaeum.de/index.php?id=3), Voice of the Shuttle: Classical Studies Page(http://vos.ucsb.edu/browse.asp?id=2708), Langues anciennes: choix de liens(http://www.ac-nancy-metz.fr/enseign/lettres/LanguesAnciennes/Textes/liens.htm), Electronic Resources for Classicists: The Second Generation (http://www.tlg.uci.edu/index/resources.html), Resources for Classical and Me-dieval Studies(http://arts.uwaterloo.ca/~lneuru/resource.html), i Literary Resourcesdella Dalton School (http://in-tranet.dalton.org/groups/Rome/RLit.html) eC.W. Conrad Home Page(http://www.artsci.wustl.edu/~cwconrad). Altri gateways(sia pure di minore rilievo) sono segnalati nell’apposita voce della rassegna italiana. È inevitabile osserva-re come queste ‘porte d’accesso’ all’antichistica onlinefiniscano per citarsi reciprocamente o segnalare le stesse ri-sorse, in una dinamica ricorsiva e potenzialmente infinita di echi e sovrapposizioni.
dante e proteiforme ricchezza del web4, appare del tutto inutile cercare di battere qui la
me-desima via. Il tentativo di illustrare uno dei risvolti apicali della feconda dialettica “fra la per-manenza dei testi classici nella nostra cultura e il mutare […] dei supporti con cui questi sono offerti alla nostra fruizione”5si sostanzierà dunque in un approccio più selettivo e, al
contempo, critico: muovendo da una distinzione in alcune grandi tipologie di siti, si cer-cherà di riflettere sulle realtà paradigmatiche di limiti e prospettive di questo mondo, senza alcuna pretesa di esaustività e con la consapevolezza di uno spoglio di strumenti intrinse-camente soggetti a repentine epifanie, sparizioni o metamorfosi6. Un altro criterio di
sele-zione sarà quello della ‘vitalità’: non verranno infatti censite le pagine webimmutate da
anni, giacché, tranne rare eccezioni di innegabile interesse a dispetto di una fisionomia so-stanzialmente statica, la scarsa frequenza nel rinnovamento dei contenuti e dell’interfaccia è destinata a svilire un sito al rango di entità velleitaria o incurante dell’implementazione delle ultime acquisizioni sia nell’ambito della latinistica che in quello dell’informatica. Non verranno, infine, presi in esame i siti di taglio prettamente divulgativo o goliardico.
a. Repertori di testi
I siti che afferiscono a questa tipologia sono i più numerosi e di solito si configurano come raccolte di testi in parte frutto di un’autonoma digitalizzazione di fonti cartacee o di un apposito allestimento di edizioni elettroniche, in parte desunti da consimili repertori te-lematici creati secondo le medesime procedure. Quest’ultima e frequente eventualità deter-mina peraltro molteplici rimandi incrociati tra più siti ed innesca così un autentico gioco di specchi che finisce per fornire un’immagine speciosa dell’effettivo panorama delle opere latine consultabili su Internet: gli elementi di distinzione diventano quindi la vastità e l’o-culatezza della selezione di materiali, la scrupolosità nel controllare testi esposti ad un’ine-vitabile percentuale di errori in caso di acquisizione tramite OCR, la disponibilità di strumenti collaterali, la chiarezza e l’efficacia dell’interfaccia, la capacità di vedere nello spazio web
non un doppione del patrimonio cartaceo ma una ‘cornice’ indispensabile a nuove e più so-fisticate esperienze di fruizione. Occorre inoltre rilevare come l’assenza di un sito che rias-suma in sé tutte le prerogative degli altri costringa l’utente ad una consultazione sinottica op-pure al salvataggio delle diverse pagine sul proprio computer e alla successiva creazione di un database non certo all’altezza di quelli a pagamento (BTL,CLCLT,Poiesis,PHI CD
#5.3,PHI CD #7) ma almeno comodamente interrogabile con un softwaredi desktop search-ing.
Il ‘grado zero’ dello sfruttamento delle attuali potenzialità informatiche è rappresentato da The Latin Library(http://www.thelatinlibrary.com/index.html), una risorsa offerta dalla
Classics Pagedell’Ad fontes Academy, uncampusdel Nord Virginia. Dotato di un aspetto
minimalista, il sito punta sulla ricchezza dei contenuti: il corpustestuale annovera 54 voci
nella sola homepage, ma il totale è decisamente più cospicuo, data la presenza di
collega-Marco Onorato
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4Infatti l’impossibilità di dar conto di tutte le pagine webvia via scoperte ha talora imposto al curatore della
rassegna il ricorso non alle canoniche schede descrittive, ma a semplici segnalazioni (equiparate agli elenchi di Libri ricevutitalora presenti nelle riviste scientifiche). Inoltre il pur lieve ritardo nell’aggiornamento (l’ultimo risale al 19 gennaio 2007) non ha ancora consentito l’eliminazione di svariati linksa siti ormai inesistenti.
5DANESE-BACIANINI-TORINO,Tra ‘volumen’…, 14.
6Nel caso di siti multilingue verrà quasi sempre indicato l’indirizzo della homepageitaliana, da cui