Tutela e diritti dei passeggeri di voli aerei: negato imbarco, cancellazione,
ritardo e sistemazione in classe superiore o inferiore
09 maggio 2016
Livio Perra
Abstract
Nel presente lavoro si analizzeranno le tutele e i diritti dei passeggeri dei voli aerei, in particolare nei casi di negato imbarco, cancellazione, ritardo del volo e sistemazione in classe superiore o inferiore.
La disciplina che tutela i passeggeri per i casi di cancellazione e ritardi nei voli aerei è prevista nel Regolamento 11 febbraio 2004 (2004/261/CE).
I regolamenti europei pongono norme direttamente vincolanti per gli Stati membri, gli individui e le organizzazioni.
La disciplina europea esige che il passeggero sia informato sui propri diritti, sopratutto nel caso venga negato l’imbarco o cancellato un volo o il volo subisca un ritardo di almeno due ore [articolo 14], stabilisce una particolare attenzione per le persone con mobilità ridotta o con esigenze particolari [articoli 9 e 11].
Oggetto del regolamento [articolo 1] sono i “diritti minimi dei passeggeri” nei casi di negato imbarco a passeggeri non consenzienti, cancellazione del volo, ritardo del volo. Essi sono irrinunciabili e non possono essere limitati con clausole derogatorie e restrittive del contratto di trasporto, se ciò avviene o se manca l’informativa sui diritti ed il passeggero accetta una compensazione inferiore a quella prevista dal regolamento, egli può avviare le necessarie procedure giudiziali per ottenere una compensazione integrativa [articolo 15]. L’applicazione del regolamento all’aeroporto di Gibilterra dal 2004 è sospesa per le controversie tra Spagna e Regno Unito sulla sovranità sul territorio dove l’aeroporto è situato, fino al prodursi degli effetti degli accordi del 1987 tra i due Stati nella data che essi comunicheranno al Consiglio [articolo 1].
Il regolamento si applica [articolo 3]:
i). soltanto ai passeggeri trasportati da aeromobili a velatura fissa motorizzata;
ii). ai passeggeri in partenza da un aeroporto di uno Stato membro soggetto al trattato;
iii). ai passeggeri in partenza da un aeroporto di un paese terzo se la destinazione è un aeroporto di uno Stato membro soggetto al trattato e non hanno ricevuto benefici o compensazione pecuniaria e assistenza nel paese terzo, quando il vettore aereo è comunitario;
iv). ai passeggeri titolari di biglietti emessi nel quadro di un programma Frequent Flyer o di altri programmi commerciali dei vettori aerei o degli operatori turistici;
v). ai passeggeri trasferiti da un vettore aereo o da un operatore turistico ad un altro volo, indipendentemente dal motivo;
vi). ad ogni vettore aereo che opera un volo nell’ambito di un contratto con un passeggero o per conto di un altro soggetto, che ha concluso un contratto con il passeggero.
Il regolamento non si applica [articolo 3]:
i). ai passeggeri che viaggiano gratuitamente o ad una tariffa inferiore non accessibile al pubblico;
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del volo.
I passeggeri devono avere una prenotazione e presentarsi all’accettazione con modalità stabilite e all’ora precedentemente indicata per iscritto (anche per via elettronica) dal vettore, operatore turistico o agente di viaggio autorizzato, se non indicata l’ora, entro quarantacinque minuti prima della partenza.
I diritti spettanti ai passeggeri previsti dal regolamento sono:
i) diritto a compensazione pecuniaria;
ii) diritto a rimborso o all’imbarco su un volo alternativo;
iii) diritto ad assistenza.
Il diritto a compensazione pecuniaria [articolo 7] è parametrato in base alla distanza (con il metodo della rotta ortodromica, la base di calcolo è l’ultima destinazione per la quale il passeggero subisce un ritardo all’arrivo rispetto all’orario previsto, per il negato imbarco o per la cancellazione del volo).
La compensazione pecuniaria è pari a:
a) 250 euro per le tratte aeree entro i 1500 chilometri;
b) 400 euro per le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1500 chilometri e per le altre tratte comprese tra 1500 e 3500 chilometri;
c) 600 euro per le altre tratte aeree che non rientrano nei casi precedenti.
Il vettore aereo può ridurre del 50% la compensazione pecuniaria dove ai passeggeri è offerto di raggiungere la destinazione finale con un volo alternativo se l’orario di arrivo non supera:
a) due ore per le tratte aeree fino a 1500 km;
b) tre ore per le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1500 km e per le altre tratte aeree comprese fra 1500 e 3500 km;
c) quattro ore, per tutte le tratte aeree che non rientrano nei casi precedenti,
La compensazione pecuniaria deve essere corrisposta:
a) in contanti;
b) con trasferimento bancario elettronico, versamenti o assegni bancari;
c) con buoni di viaggio e/o altri servizi, previo accordo firmato dal passeggero.
L’articolo 8 stabilisce che al passeggero è offerta la scelta tra:
a) il rimborso entro sette giorni del prezzo pieno del biglietto, al prezzo al quale è stato acquistato, in contanti, con trasferimento bancario elettronico, con versamenti o assegni, o previo accordo firmato dal passeggero con buoni viaggio e/o altri servizi, per le parti di viaggio non effettuate o effettuate se il volo è divenuto inutile rispetto al programma di viaggio iniziale del passeggero, e se del caso un volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale, appena possibile [si applica anche ai passeggeri dei voli rientranti in un servizio “tutto compreso”, se non sussiste il diritto al rimborso di cui alla direttiva 90/314/CEE];
b) l’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale, in condizioni equiparabili, appena possibile;
c) l’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale, in condizioni comparabili, in una data successiva di suo gradimento, in base alla disponibilità di posti;
effettuata la prenotazione o ad una destinazione vicina, concordata con il passeggero.
All’articolo 9 è previsto il diritto ad assistenza, cioè il passeggero ha diritto a titolo gratuito:
a) a pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa;
b) alla sistemazione in albergo quando necessari uno o più pernottamenti o un ulteriore soggiorno, oltre a quello previsto dal passeggero;
c) al trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione (albergo o altro);
d) ad effettuare due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica.
I casi di cui si occupa il regolamento (2004/261/CE) sono:
i) il negato imbarco [articolo 4];
ii) la cancellazione del volo [articolo 5];
iii) il ritardo [articolo 6];
iv) la sistemazione in classe superiore o inferiore [articolo 10].
Nel caso del negato imbarco [articolo 4] il vettore deve:
a) fare, in primo luogo, appello ai volontari disposti a rinunciare alla prenotazione in cambio di benefici da concordare. I volontari beneficiano, inoltre, del diritto al rimborso o all’imbarco su un volo alternativo [ex articolo 8];
b) se il numero dei volontari non è sufficiente per consentire l’imbarco dei restanti passeggeri, il vettore aereo può negare l’imbarco a passeggeri non consenzienti. Tali passeggeri avranno diritto all’immediata compensazione pecuniaria [dell’articolo 7] e al rimborso o all’imbarco su un volo alternativo [dell’articolo 8] e all’assistenza [dell’articolo 9].
Nel caso della cancellazione del volo [articolo 5] ai passeggeri:
a) è offerto il rimborso o l’imbarco su un volo alternativo [articolo 8];
b) sono offerti a titolo gratuito pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa, [articolo 9, paragrafo 1, lettera a)], due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica [articolo 9, paragrafo 2] e nel caso in cui il volo alternativo è rinviato di almeno un giorno rispetto all’orario di partenza previsto per il volo cancellato la sistemazione in albergo e il trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione [articolo 9, paragrafo 1, lettere b) e c)];
c) spetta la compensazione pecuniaria del vettore aereo [articolo 7], salvo i casi che:
1. i passeggeri siano stati informati della cancellazione del volo con un preavviso di due settimane;
2. i passeggeri siano stati informati della cancellazione del volo tra le due settimane e i sette giorni prima dell’orario di partenza previsto e sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo non fissato prima di due ore dell’orario di partenza di quello prenotato o che raggiunga la destinazione finale entro le quattro ore successive all’orario d’arrivo previsto per quello prenotato
3. i passeggeri siano stati informati della cancellazione del volo con un preavviso inferiore ai sette giorni e sia stato loro offerto di partire con un volo alternativo con partenza non prima di un’ora dell’orario di partenza previsto e che raggiunga la destinazione finale entro due ore dall’orario d’arrivo previsto
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Con l’informazione della cancellazione del volo, sono indicate le possibili alternative di trasporto. Il vettore deve dimostrare (onere della prova) il se e il quando dell’avvertimento della cancellazione.
Nel caso del ritardo [articolo 6] di almeno due ore per le tratte aeree fino a 1500 km, di almeno tre ore per le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1500 km e per le altre tratte aeree comprese tra 1500 e 3500 km e di quattro o più ore per tutte le altre tratte aeree, l’articolo 6, prevede che il vettore aereo presti ai passeggeri:
a) a titolo gratuito, pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa [articolo 9, paragrafo 1, lettera a)], due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica [articolo 9, paragrafo 2] e quando l’orario di partenza è rinviato di almeno un giorno rispetto all’orario di partenza in precedenza previsto, sistemazione in albergo e trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione [articolo 9, paragrafo 1, lettere b) e c)];
b) quando il ritardo è di almeno cinque ore, il rimborso entro sette giorni del prezzo pieno del biglietto al prezzo acquistato, in contanti, con trasferimento bancario elettronico, versamenti o assegni, o previo accordo firmato dal passeggero con buoni viaggio e/o altri servizi, per le parti di viaggio non effettuate o effettuate se il volo è divenuto inutile rispetto al programma di viaggio iniziale del passeggero, e inoltre, se del caso un volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale, appena possibile [articolo 8, paragrafo 1, lettera a)].
L’articolo 10 si occupa della sistemazione in classe superiore o inferiore:
i) nel caso di sistemazione in una classe superiore di un passeggero a quella del biglietto aereo acquistato, il vettore non può esigere alcun pagamento supplementare;
ii) nel caso di sistemazione in una classe inferiore di un passeggero a quella del biglietto aereo acquistato, il vettore deve rimborsare entro sette giorni (in contanti, con trasferimento bancario elettronico, versamenti o assegni, o previo accordo firmato dal passeggero con buoni viaggio e/o altri servizi):
a) il 30% del prezzo del biglietto per le tratte aeree fino a 1500 km;
b) il 50% del prezzo del biglietto per le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1500 km, esclusi i collegamenti fra il territorio europeo degli Stati membri e i dipartimenti francesi d’oltre mare, e per le altre tratte aeree comprese tra 1500 e 3500 km;
c) il 75% del prezzo per le tratte aeree non annoverate nelle precedenti, compresi i collegamenti fra il territorio europeo degli Stati membri e i dipartimenti francesi d’oltremare.
Il regolamento non pregiudica i diritti al risarcimento supplementare: si detrarrà il risarcimento ottenuto a norma del regolamento, ciò non si applica ai volontari [articolo 4] che hanno rinunciato alla prenotazione [articolo 12], né i diritti di cui alla direttiva 90/314/CEE [riguardante i viaggi, le vacanze ed i circuiti “tutto compreso”].
Articolo pubblicato in: Diritto dei consumatori
TAG: Trasporto marittimo ed aereo, Consumatore
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